A una zanzara.

scritto da Giovan Francesco Maia Materdona, 1629

Poema fantastico scritto nel periodo della peste a Milano (1629-31). 

A una zanzara.

Animato rumor, tromba vagante, 

che solo per ferir talor ti posi, 

turbamento de l’ombre e de’ riposi, 

fremito alato e mormorio volante; 

per ciel notturno animaletto errante, 

pon freno ai tuoi susurri aspri e noiosi; 

invan ti sforzi tu ch’io non riposi: 

basta a non riposar l’esser amante. 

Vattene a chi non ama, a chi mi sprezza

vattene; e incontro a lei quanto più sai 

desta il suono, arma gli aghi, usa fierezza. 

D’aver punta vantar sì ti potrai

colei, ch’Amor con sua dorata frezza

pungere ed impiagar non poté mai. 

Ascolta l’audio qui:

https://rsi.ch/s/991390


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